ESCLUSIVO: SCARCERATO ANTONIO PELLE “GAMBAZZA” – IL BOSS DI SAN LUCA è GIà A CASA A BOVALINO
3 novembre 2009
Il boss Antonio Pelle detto “il Gambazza” è stato scarcerato martedì 3 novembre. Il magistrato di sorveglianza di Catanzaro ha emesso il provvedimento di differimento dell’esecuzione della pena per motivi sanitari. Il boss è arrivato nella sua casa di Bovalino nel pomeriggio, della scarcerazione sarebbe stato avvertito il commissariato di Bovalino guidato da Luciano Rindone. L’istanza di scarcerazione era stata presentata qualche giorno fa dai legali di Pelle, Salvatore Staiano e Lorenzo Gatto.
Il 77enne boss di uno dei “casati” più potenti della ‘ndrangheta era stato arrestato il 12 giugno scorso all’ospedale di Polistena dove si era ricoverato d’urgenza a causa di un’ernia strozzata. A porre termine alla lunga latitanza del capo clan sono stati i militari dalla Sezione Anticrimine di Reggio Calabria del tenente colonnello Valerio Giardina del Ros dei Carabinieri comandato dal generale Giampaolo Ganzer, supportati dallo Squadrone Eliportato dei Cacciatori guidati dal tenente Francesco Cinnirella del GOC, comandato dal tenente colonnello Massimo Deiana. Le indagini che hanno portato all’arresto del “Gambazza” sono state coordinate dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e seguite dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri. Il padrino della cosca di San Luca era inserito nell’elenco del Ministero dell’Interno dei trenta latitanti più pericolosi , era ricercato dal 2000 dopo una condanna definitiva a 26 anni di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico internazionale di armi e stupefacenti. Il suo nome è legato a vari sequestri di persona tra i quali quello di Celadon, Bulgari e Casella.
Il “Gambazza”, secondo gli inquirenti è il boss più potente di San Luca, uno dei capi storici dell’organizzazione criminale calabrese. Secondo le dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, ex affiliato al clan dei Romeo “staccu” di San Luca, ‘Ntoni Pelle “riveste il titolo di Capo Crimine“, ossia colui fornisce la linea criminale da intraprendere. Sempre secondo quanto riferito da Fonti “il Capo Crimine è una carica che si da a vita”. Si ritengano avvisati gli affiliati di Bovalino e San Luca e i protagonisti della faida di San Luca che dal 1991 vede contrapposti alcuni membri delle consorterie mafiose dei Pelle-Vottari contro i Nirta-Strangio che nel ferragosto 2007 sfociò nella strage di Duisburg in Germania.
Ma ad ogni modo, come adducono le motivazione della sua scarcerazione, il vecchio boss sarebbe troppo malato per esercitare alcun ruolo di rilievo. Sarebbe interessante sapere quali sono i criteri che determinano l’incompatibilità al regime carcerario di un detenuto e su quali analisi e pareri si è basata la decisione di far tornare nel suo feudo il Capo Crimine.
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