ESCLUSIVO: il pentito Francesco FONTI PRESTO IN CALABRIA- Fonti sentito in Commissione Ecomafie ha fatto il nome di GIORGIO COMERIO- si torna a parlare del “Network” di affari di COMERIO, la ODM e DAVID MILLS
5 novembre 2009
ESCLUSIVO: Il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti potrebbe essere presto in Calabria per verificare sul posto alcuni aspetti ancora poco chiari sulle ‘navi dei veleni’. Il caso dello smaltimento dei rifiuti tossici ha tenuto banco nella riunione della Commissione parlamentare sulle Ecomafie tenutasi oggi, giovedi 5 novembre a Bologna, che ha udito per più di 3 ore il pentito, come rivela l’avvocato di Fonti, Claudia Conidi.
Il presidente dell’organismo bicamerale, Gaetano Pecorella, a quanto si apprende, avrebbe chiesto a Fonti la disponibilità di recarsi in Calabria per riscontrare sul posto alcuni nuovi dati che possano fare maggiore luce sulla vicenda. Soprattutto bisogna indagare ulteriormente sul relitto a largo di Melito Porto Salvo, territorio di “competenza” del clan Iamonte. Il relitto potrebbe essere quello di una delle 3 navi che Fonti dichiara di aver affondato. La nave individuata in quel tratto di mare, a largo di Capo Spartivento, potrebbe essere la Rigel, affondata il 21 settembre 1987.
Il suo fu un naufragio simulato. In effetti la nave venne fatta colare a picco dolosamente portandosi dietro il suo carico. Gli atti trasmessi dalla Procura di La Spezia, danno conto della sentenza emessa dal tribunale di La Spezia il 20 marzo 1995, confermata dalla Corte d’Appello di Genova il 10 novembre 1999 e resa definitiva dalla Cassazione il 10 maggio 2001. La sentenza stabilisce che si è trattato di un «naufragio doloso» e condanna gli armatori e l’equipaggio anche per tentata truffa in danno delle assicurazioni.
Ma se non sarà ritrovato il relitto ed ispezionato il carico, non sarà possibile avere conferma alla ben più allarmante ipotesi, che l’affondamento sia stato attuato per “liberarsi” di tonnellate di rifiuti tossici. I documenti che pubblichiamo in esclusiva, fanno parte della “Relazione navi affondate” della Direzione Marittima di Reggio Calabria, e come si legge sul timbro sono stati depositati in Commissione Antimafia il 27 ottobre scorso. Al numero 20 viene identificata la Rigel.
La Commissione Ecomafie, da quanto è trapelato, avrebbe interrogato Fonti anche sull’ingegner Giorgio Comerio, trafficante di rifiuti tossici e “noto faccendiere” come lo definì Carlo Giovanardi nel 2004 (all’epoca ministro nel governo Berlusconi). Nel 1995 le procure di Reggio Calabria con Francesco Neri e di Matera con Carlo Maria Pace investigarono approfonditamente su Comerio per i reati di associazione a delinquere e disastro ambientale. Il nome dell’ingegnere di Garlasco appare anche in un inquietante dossier redatto da una nota associazione internazionale per la tutela dell’ambiente. Nella relazione spuntano fuori nomi, società, interessi e connessioni allarmanti. Il punto di partenza è la ODM (Oceanic Disposal Management) società con la quale Comerio voleva assicurare agli Stati compiacenti, lo smaltimento di scorie tossiche e radioattive attraverso il sistema dei missili penetratori riempiti di rifiuti, che poi sarebbero stati conficcati nei fondali marini di Paesi del Terzo Mondo e di regioni del sud Italia, con l’ausilio della criminalità organizzata. L’alternativa ai penetratori era quella di simulare l’affondamento accidentale di una nave piena del suo carico tossico, lucrando così anche sul premio dell’assicurazione. Nel rapporto si documentano affari già conclusi e possibili trattative con Paesi come Francia, Germania, Inghilterra, Belgio e Olanda per lo smaltimento illecito di scorie radioattive in stati come Brasile, Messico, Sierra Leone, Somalia, e le isole Azzorre, solo per elencarne alcune. Appare, inoltre, una lunga lista di nomi importanti. Tra questi Guido Garelli, promotore del “progetto Urano“, finalizzato all’illecito smaltimento nel Sahara di rifiuti tossici e radioattivi, quello di Giancarlo Marocchino, personaggio immischiato nella morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. A sorpresa compare anche l’avvocato inglese David Mills, condannato per la tangente ricevuta dal gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi. Il noto legale londinese, attraverso le società Fitrade e la CMM si occupava degli affari inglesi di Filippo Dollfus, personaggio inquisito dalla procura di Palermo per associazione a delinquere di tipo mafioso e corruzione. Dollfus è il principale socio di Comerio nella ODM. Mills, in un’intervista al giornale britannico “The Indepentent on Sunday” dichiarò di aver avuto contatti con Comerio. Si spera che la commissione presieduta da Gaetano Pecorella, continui a fare domande, ma soprattutto che stavolta arrivino risposte esaurienti.
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PUBBLICATO SU: Il Riformista – Articolo del 07/11/2009
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