CLAN ALVARO-ai domiciliari MAURIZIO GRILLONE mente finanziaria del clan

6 novembre 2009

5 ottobre 2009- Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Maurizio Grillone, mente finanziaria del clan Alvaro di Sinopoli detto ‘Carni i cani’. La cosca Alvaro aveva attivamente promosso e organizzato un’attività di riciclaggio di denaro straniero di provenienza illecita, i dinari croati procurati dalla mente affaristica, Maurizio Grillone: le operazioni concluse ammontano a circa 200mila euro e sono state bloccate proprio dalla cattura del boss Carmine Alvaro detto “Cupertuni”. 

Carmine Alvaro, boss di Sinopoli

Carmine Alvaro, boss di Sinopoli

Ma gli affari, come è noto, si fanno in due: se da una parte agiva la cosca Alvaro, dall’altra parte risulta piuttosto significativa la figura di un geometra, Felice Romeo, direttore dei lavori presso l’Azienda Forestale della Regione Calabria, punto di raccordo per rendere effettive le operazioni di riciclaggio di valuta estera. La cosiddetta “zona grigia” di cui le cosche si servono sempre e comunque, e che, nell’operazione “Arca” era rappresentata da un sindacalista, Noè Vazzana.

Michele Pretipino

Michele Pretipino

La cosca Alvaro è una delle “storiche” consorterie mafiose calabresi, attiva fin dai primi anni ’70: secondo alcuni collaboratori di giustizia fu addirittura Domenico Alvaro, capo del locale di Sinopoli, a mediare tra Pasquale Condello e Giorgio De Stefano per porre fine alla guerra di mafia degli anni ‘80/’90 di Reggio Calabria. La cosca Alvaro è storicamente suddivisa in cinque gruppi delinquenziali denominati secondo il soprannome del capostipite: quello disarticolato dall’indagine “Virus”(il cosiddetto “Carni i cani”), secondo gli inquirenti, è il ceppo più pericoloso del boss Carmine Alvaro.

L’operazione ‘Virus’ secondo il procuratore aggiunto della procura di reggio Calabria, Michele Prestipino: “E’ un’operazione svolta contro storiche dinastie mafiose – spiega – che svela i rapporti tra la cosca Alvaro e i Tegano, rappresentati dal reggente Paolo Schimizzi, prima che si rendesse irreperibile. Un’indagine iniziata dai Carabinieri di Villa San Giovanni cui è succeduta la proficua intromissione della Polizia di Stato”.

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