Intervista esclusiva ai genitori di Giovanni Strangio e arresto del boss Giuseppe Nirta. da OGGI 17-12-2008

18 ottobre 2008

 

 

“Vogliamo che esca fuori la verità su nostro  figlio” a parlare sono i genitori di Giovanni Strangio, ricercato per la strage di Duisburg in Germania, dove il 15 agosto del 2007 furono uccisi sei giovani calabresi. “Temiamo che alla giustizia serva un colpevole, non il colpevole”.

Antonia Alvaro madre di Giovanni Strangio- manifestazione antimafia a San Luca

Antonia Alvaro madre di Giovanni Strangio- manifestazione antimafia a San Luca

 Siamo nel cuore della locride ad Ardore Marina un paesino a pochi chilometri da San Luca. Sono da poco passate le 19 e fuori piove a dirotto. Stiamo aspettando i genitori di Giovanni Strangio, l’uomo più ricercato d’Europa. L’appuntamento è allo studio di uno dei loro legali, Antonio Russo. I coniugi Strangio arrivano accompagnati dal figlio maggiore Antonio. Si scusano per il ritardo, hanno appena finito di lavorare, “oggi abbiamo steso le reti per la raccolta delle olive ” ci spiega il signor Strangio.  Domenico, 67 anni, ha le mani indurite dal lavoro. Ha cominciato a 13 anni nei campi con i trattori agricoli poi ha fatto l’autotrasportatore in giro per la Calabria. “Ho sempre lavorato. La peggiore giornata è quando non vado a lavorare. Non sono il tipo che sta nei bar, non so nemmeno giocare a carte, il divertimento non fa per me, so solo lavorare’’. Ha gli occhi azzurri arrossati, prende gli occhiali e si pulisce le lenti con la camicia e spiega ‘’Voglio essere spontaneo, non voglio preparare un discorso, preferisco dire le cose che ho nella testa, così si può dire meglio la verità. L’avvocato Russo, che ha preparato la difesa insieme al collega Eugenio Minniti lo tranquillizza: “Concentratevi sulla figura di vostro figlio, agli aspetti giuridici ci penso io’’.

Al suo fianco c’è la moglie, Antonia Alvaro. È emozionata,:’’non parlo bene l’italiano,  parlo solo il dialetto’. Non sarà abituata ad esprimersi in italiano corretto, ma le sue parole e le sue emozioni  sono forti, cariche di dolore e anche un pò di rabbia verso chi accusa suo figlio ma è fiduciosa  “la giustizia farà il suo percorso e troverà i veri colpevoli” continuerà a ripetere. Vestita di nero, i capelli castani corti, il colore cobalto degli occhi appena percettibile, dietro le palpebre appesantite. Si siede  sul divano accanto al marito. Antonia racconta d’aver passato la vita a lavorare nei campi e a badare alla famiglia, ai 5 figli che come dice lei sono tutti uguali però per Gianni, come lo chiamano in famiglia, aveva un occhio di riguardo una dolcezza in più “perché lui era sempre lontano, in Germania.”

Giovanni,  che come rivela la madre “si sentiva male alla vista del sangue”, ora è il principale sospettato di 6 delitti. Vive da circa  un anno e mezzo nascosto mentre le polizie di mezza Europa gli danno la caccia. Ha una moglie, Caterina e un bimbo, Domenico che ha da poco compiuto 2 anni.

L’uomo che la magistratura indica come l’esecutore della strage, “fino al 2006 era incensurato” ricorda la mamma. Per la prima volta rompono il loro silenzio per difenderlo.

Come avete saputo che vostro figlio era ricercato?                                                                                                                      

Domenico Strangio: “Ho saputo del suo coinvolgimento dal telegiornale’.

Cosa avete provato?

DS: ‘’Una cosa piu’terribile e grave di cosi’ non poteva capitare. La morte è la cosa peggiore che esista al mondo. Ma una situazione del genere, è cosi’ grave che sembra quasi una morte. Se lui fosse colpevole di questo fatto…” Il signor Strangio si interrompe, cerca le parole, poi riprende: ‘’…sarebbe la cosa peggiore che potrebbe capitarci. Uccidere sei persone è una cosa gravissima, che nemmeno le bestie piu’feroci fanno. Noi siamo sicuri al cento per cento, che è innocente, perché lui non aveva il carattere per commettere una cosa del genere.. ’.

Cosa vi ha detto la gente quando ha sentito che  vostro figlio Giovanni era ricercato per la strage di Duisburg?

 ‘’Tutti quelli che lo conoscevano, anche i compagni di scuola, ne parlavano solo bene. Mi hanno detto che era un bravo ragazzo, intelligente e onesto.

Non vi è mai  venuto il dubbio che possa essere stato lui l’autore della strage?

           DS: ‘’Mai, mai’’. Interviene anche la signora Antonia: ‘’No, non era un figliolo che faceva queste cose’’.

Com’era la sua vita a San Luca?

‘’Giovanni era molto appassionato alla scuola. Gli ho comprato una vespetta per farlo svagare un po’ oltre allo studio. Gli stavo insegnando a guidare il camion. Ha frequentato la scuola alberghiera a Locri, per costruirsi un futuro.  Per qualche anno, ha lavorato e impastato il cemento. È così che abbiamo costruito la casa per le figlie femmine (ne hanno tre Aurelia, Angela e Teresa  ndr) E’ sempre stato disponibile per tutta la famiglia. Veniva a trovarci ogni anno, qualche volta ogni sei mesi. Stava qui qualche giorno e ripartiva.

Perché è andato in Germania?

 ‘’Ha frequentato la scuola alberghiera ma in Calabria e nei paesi come San Luca non c’è tanta speranza per trovare un lavoro di questo tipo. In Germania abbiamo tanti parenti e  paesani. Per noi di San Luca la Germania è come una seconda patria. I miei parenti sono lì dal 1960. Giovanni è andato a lavorare nella pizzeria del cognato, poi si sono associati. In collaborazione con le sue sorelle, ha accumulato i soldi, stava per aprire un’altra pizzeria. Poi sono arrivati i guai che lo hanno bloccato e ha perso tutto…. Aveva acquistato casa in Germania, l’aveva arredata , sua moglie Caterina  poi è rimasta incinta e per far nascere il bimbo ha preferito tornare in Italia, si sa,  le donne sono attaccate alla madre.    

Giovanni è stato descritto come il killer, l’assassino di sei giovani.  Cosa volete che la gente sappia di lui?

 La signora Antonia in dialetto assicura: “E’ sempre stato un figliolo educato, è sempre andato a scuola.’’. La interrompe il marito Domenico: “Quello che ci è capitato la consideriamo una disgrazia. Noi a San Luca non abbiamo mai fatto male a nessuno. Era stimato nel paese. Chi invece non la pensa così è perchè  non lo conosce oppure è gente che ha un interesse contro di noi. C’è una parte della magistratura che tutti i giorni, nei telegiornali, tira fuori qualcosa sulla strage. Tutti i giorni a inculcare nel cuore e nella testa della gente che il killer è stato Giovanni, va a finire che tante persone pensano che sia vero…’’.

Perchè se è innocente non si presenta ai magistrati?

DS: ‘’Sarebbe un fesso se si presentasse davanti ai giudici. Fino ad oggi la magistratura non ha fatto nulla perchè noi avessimo un pizzico di fiducia. Noi abbiamo solo la speranza che un domani qualcuno dei giudici dica: “Se non abbiamo alcuna prova contro Giovanni, perché perseguitarlo ancora?”

Dopo la strage, a San Luca è cambiato il modo in cui la gente vi tratta?

DS:‘’Assolutamente no. In piazza tutti i giorni ci vediamo e incontriamo anche i genitori di quei poveri ragazzi morti a Duisburg. Non abbiamo nessun rancore verso di loro, né c’è rancore nei nostri confronti, perché ci conosciamo bene con la maggioranza delle persone, anche dei parenti dei ragazzi morti a Duisburg, noi parliamo’’

I guai di Giovanni con la giustizia sono iniziati quando è stato arrestato per porto d’armi in occasione del funerale di sua cugina Maria Strangio (uccisa in un agguato il giorno di Natale 2006 ndr) Prima di allora era incensurato. Perché è andato al funerale con una pistola?

Non doveva andare al funerale con la pistola ,anche se ogni persona che lavora, con i tempi che corrono, è giusto che possa difendersi. Io non ho portato mai una pistola, mi basta la fede in Dio che non mi abbandonerà.  Sono sempre stato contrario alle armi. Le ho usate solo quando facevo il militare.

Secondo voi perchè la magistratura crede che Giovanni sia il colpevole degli omicidi in Germania?

Risponde prima la moglie: ‘’Non ce lo spieghiamo il perché. Domenico riflette e poi risponde,  con le mani conserte sul petto:‘’Io, invece, qualche  idea ce l’ho: questa è una persecuzione giudiziaria’’. Fa una pausa e  insiste: ‘’E’ una persecuzione giudiziaria’’. Lo ripete due volte. Poi riprende: ‘Abbiamo due generi che sono latitanti, diciamolo… (Giuseppe Nirta marito di Aurelia Strangio, catturato in Olanda qualche giorno fa  dopo che si facesse quest’intervista  e Francesco Romeo sposato con Teresa Strangio, condannati per traffico di droga ndr) allora ci portiamo quella persecuzione addosso. Comunque penso siano stati condannati ingiustamente. Siccome Giovanni è il cognato di due latitanti, hanno approfittato dell’occasione per perseguitare la nostra famiglia. E si sono inventati una faida. A me non risulta nessuna faida. Non credo che sia mai esistita una faida tra queste famiglie che dicono i giornali. Hanno ordito un complotto contro mio figlio e la mia famiglia’’.

 Ma come si spiega tanti morti dal 1991 a San Luca?

 DS: “ Sì ma non ci sono stati da parte nostra, noi non c’entriamo niente.

Però tanti morti in pochi anni in un paese così piccolo…

DS: “ Capisco cosa dite. Purtroppo, il regime clerico-marxista che abbiamo dal 1943 in poi ha permesso tanta libertà. Troppa libertà…’’.

Come ci si sente a sentir parlare di San Luca, del vostro paese per  i fatti di  ‘ndrangheta e di suo figlio come boss?

Domenico  abbassa il tono della voce: ‘’Non ho mai avuto a che fare con nessuna cosa.  A noi non ci hanno mai considerato né boss, né ‘ndrangheta, né niente. Non c’entriamo con i fatti di cui si parla sempre riferiti a San Luca. Noi non abbiamo mai fatto parte di nessuna riunione, nessuna setta, o di nessuna famiglia prestigiosa di San Luca. Noi non c’entriamo niente con quella gente lì. Io non li conosco e non li voglio nemmeno conoscere. A me chi fa le cose storte non va bene.”   Domenico  non vuol sentir parlare di suo figlio come  boss della ‘ndrangheta: ‘’Dicono boss di qua, boss di là. Ma quale boss? Allora sono tutti boss nel paese…’’ aggiunge con una battuta.  

Credete ancora nella giustizia?

‘’Certo’’, replica sicura Antonia. Ma il marito precisa: ‘’Io ci credo nella giustizia. Io so che tanti magistrati vogliono lavorare bene e sanno lavorare bene. Dipende da posto a posto in Italia

Se ci fosse il processo e Giovanni fosse condannato, resterebbe latitante? Vivrebbe nascosto per sempre?

Esitano, non sanno cosa rispondere. La madre guarda in basso. Fuori lampi e tuoni.

DS: ‘’Se fosse per me, gli direi di trovare una nazione che non ha scambi con l’Italia. Non so se lui ha questa possibilità. Non ho nemmeno occasione di andarglielo a dire. Speriamo che la magistratura e gli avvocati riescano a tirare fuori la verità e che lui esca innocente e libero. Se la verità non dovesse venire fuori la nostra sfiducia nello Stato italiano sarebbe totale.

Cosa è mancato a San Luca?

DS: “Manca lo Stato. Non c’è lo Stato di diritto, è uno Stato poliziesco. Se uno è delinquente, se la può anche cavare, ma la maggior parte della popolazione soffre, perchè da una parte deve difendersi il petto e dall’altra deve difendersi alle spalle. Lo Stato li perseguita da una parte, e la parte avversa li perseguita dall’altra’’.

Voi che conoscete Giovanni, cosa gli passa nella mente ora che è accusato di essere l’autore degli omicidi?

Mi interrompe la madre: “Sarà confuso. Pensa che lo accusano senza sapere nulla. Ha un figliolo e non lo può vedere, ha una moglie e non la può vedere.

Quando avete visto Giovanni l’ultima volta?

DS: ‘’Qualche anno fa, poi non l’ho visto più.

Conoscevate i parenti delle vittime di Duisburg e i ragazzi assassinati?

DS. ‘’Qualcuno era pure mio lontano parente‘’.

Avete cercato di chiarire con i familiari delle vittime?

Antonia risponde subito: ‘’No’’. Poi indicando suo marito: ‘’Lui, sì’’.

DS: ‘Dialoghiamo, parliamo di politica, ma questo discorso no. Noi e loro, speriamo che si arrivi alla giustizia. Se poi a loro la verità non gli va, non lo so. Ma con molti di loro mi incontro, ci rispettiamo. Non penso che se loro dubitassero di noi, ci darebbero confidenza. E noi stessa cosa con loro. Tra di noi ci conosciamo come persone perbene, almeno molti di noi’’.

Non tutti?

AA: ‘’Nel paese c’è il bene e il male’’.

DS: “Qualche episodio non si può negare, però il paese è laborioso. Il 90% della gente se ne frega delle cose storte e fa il proprio lavoro. Ma come dice il detto una pecora nera guasta e fa soffrire tutte le altre. Ma non è giusto che per alcune persone che fanno un mestiere disonesto tutto il paese sia definito disonesto.”

Vi siete rivolti a qualche rappresentante dello Stato per far sentire le vostre ragioni?

DS: ‘’Lo Stato è delegittimato. Lo Stato è un’ombra. Esiste e non esiste. Lo Stato è prigioniero della magistratura.

Il procuratore Piero Grasso è venuto a San Luca a maggio in occasione della manifestazione contro le mafie e lei signora Antonia insieme ad altre donne è scesa in piazza con dei cartelli che chiedevano giustizia per Giovanni. Lei sembra una persona molto riservata, cosa l’ha spinta?

AA:” L’ho fatto per mio figlio perché credo sia innocente e voglio che siano trovati i veri colpevoli”

DS: ‘’Io avrei voluto avere un colloquio in privato con il procuratore Grasso. Ma  penso che sia venuto per i morti di Duisburg. Io ero in piazza ma mi sentivo a disagio. Anche se lo stimo il signor Grasso’’.

Il procuratore Grasso che vi invita a collaborare con la giustizia e chiede ai latitanti di presentarsi per difendere le proprie ragioni davanti ai giudici, cosa rispondete?

DS‘’Quale fiducia posso avere nella giustizia per chiedere a mio figlio di presentarsi?

Se Giovanni fosse al vostro posto cosa direbbe?

AA: ‘’Direbbe che lui non sa niente e che trovino i veri colpevoli. Non perché si chiama Strangio deve pagare lui’’.

Interviene Domenico: ‘’Beh, non solo perché è Strangio. Pure i morti sono Strangio.

Cosa vorreste dire a vostro figlio Giovanni?

AA: ‘’Vorrei dirgli di stare tranquillo. La giustizia farà il suo percorso e troverà i veri colpevoli.”

DS: ‘’Di avere fede in Dio. E poi speriamo che chi di dovere si impegni a trovare la verità. Non una verità, ma la verità.

Avete ancora speranza?                                                                    

AA: ‘’Certo che abbiamo speranza’’

DS:‘’Abbiamo molta fiducia nei nostri avvocati. Anche Giovanni dice di avere fiducia in loro.’.

La vostra paura piu’grande qual è?

 DS: ‘’Che nessuno si preoccupi di trovare la verità. Gli serve un colpevole non il colpevole.

Sono passate piu’ di due ore. I signori Strangio si alzano e si avvicinano all’uscita. Si soffermano sulla porta, vogliono ancora raccontare del loro Giovanni. Ma è calata la notte.  Si allontanano, vanno verso la macchina accompagnati dal figlio Antonio. Il temporale impazza, la pioggia diventa grandine. Il cielo sopra la locride  è illuminato da una cascata di saette mentre Antonia, Domenico e Antonio fanno ritorno a San Luca. Dovunque sia chissà cosa starà passando per la testa a Giovanni Strangio, il ragazzo di San Luca che dalla fine di agosto del 2007 è diventato l’uomo più ricercato d’Europa.

 

LA FAIDA IN BREVE

Tra i sanluchesi non si vuol sentire parlare di faida, ma dal 1991 ad oggi i morti sono tanti per un paesino di 4mila anime come San Luca. Ma soprattutto tra le vittime e i presunti colpevoli i cognomi che si ripetono sono sempre gli stessi: Nirta, Strangio, Pelle, Vottari. Finora sentenze di condanna non ci sono state. Il processo denominato Fehida, che per la prima volta sancirebbe giuridicamente l’esistenza della faida, si sta celebrando in questi giorni in Calabria. I pubblici ministeri reggini Nicola Gratteri, Adriana Fimiani e Federico Perrone Capano hanno chiesto un ergastolo e 452 anni di reclusione.

Secondo gli inquirenti tutto ebbe inizio il 10 febbraio del 1991 con quello che viene chiamato lo “scherzo di Carnevale”.  Alcuni componenti delle famiglie Nirta e Strangio tirarono delle uova in direzione del circolo ARCI che era gestito dalla famiglia Vottari. Dalle mani si passò alle armi e rimasero uccisi Domenico Nirta e Francesco Strangio e feriti i fratelli Giovanni Luca e Sebastiano Nirta. Da quel giorno in poi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, cambiano le dinamiche tra le famiglie e vendette e rancori si infiammano.

-Il 23 luglio del 1992 viene freddato il 25enne Antonio Vottari, fratello di Santo e Franco Vottari.

-A distanza di 10 mesi, il 1 maggio del ’93 vengono uccisi in un solo giorno 4 persone, una sorta di ‘botta e risposta’ tra clan come viene definito dagli investigatori.

-Il giorno di Pasquetta del ’95 vengono feriti gravemente due cugini ritenuti ‘vicini’ alla famiglia Vottari.

- Dopo qualche anno di tregua gli omicidi riprendono con l’esecuzione di Antonio Strangio.

- il 31 luglio del 2006  in un agguato viene ferito gravemente, tanto da finire in sedia a rotelle, Francesco Pelle detto “Ciccio Pakistan” arrestato di recente in una clinica vicino Pavia dopo un anno di latitanza

-A Natale del 2006 viene uccisa a colpi di kalashnikov Maria Strangio, madre di tre figli e moglie di Giovanni Luca Nirta che sembrava fosse il vero obbiettivo dei killer. Viene ferito anche il piccolo nipote della vittima, un bimbo di appena 5 anni.

Seguono una serie di altri omicidi fino al giorno di ferragosto del 2007. Vengono assassinati a Duisburg in Germania  sei giovani davanti alla pizzeria Da Bruno, di proprietà di una delle vittime.  Secondo la magistratura la strage di Duisburg troverebbe la sua spiegazione proprio per vendicare la morte di  Maria Strangio, dato che le vittime sono state indicate come ‘vicine’ alle famiglie Pelle-Vottari e i presunti autori come facenti parte ai Nirta-Strangio.

Pagina 1 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 2 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 3 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 4 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 5 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 6 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 7 – Intervista Genitori di Strangio
Pagina 8 – Intervista Genitori di Strangio

GUARDA I VIDEO DELL’INTERVISTA

Intervista ai genitori di Giovanni Strangio “27 settembre 2008″ 1^ Parte


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Intervista ai genitori di Giovanni Strangio “27 settembre 2008″ 2^ Parte


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Intervista ai genitori di Giovanni Strangio “27 settembre 2008″ 3^ Parte


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Intervista ai genitori di Giovanni Strangio “27 settembre 2008″ 4^ Parte


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